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Nov 27

Quando un documento viene generato a run-time in una pagina ASP o ASP.NET per essere inviato al client, per esempio perchè viene recuperato da un database o da un’altra locazione, la proprietà ContentType dell’oggetto Response viene solitamente impostata con un valore che identifica il tipo del formato (tipo MIME). La proprietà menzionata corrisponde al parametro Content-Type dell’header della risposta HTTP.


'Documento PDF
Response.ContentType = "application/pdf"

'Archivio ZIP
Response.ContentType = "application/zip"

'Documento MS Word
Response.ContentType = "application/msword"

'Documento MS Excel
Response.ContentType = "application/vnd.ms-excel"

'Filmato ASF
Response.ContentType = "video/x-ms-asf"

'Filmato AVI
Response.ContentType = "video/avi"

'Filmato MPEG
Response.ContentType = "video/mpeg"

'Audio WAV
Response.ContentType = "audio/wav"

'Audio MP3
Response.ContentType = "audio/mpeg3"

'Immagine GIF
Response.ContentType = "image/gif"

'Immagine JPG
Response.ContentType = "image/jpeg"

'Formato binario generico
Response.ContentType = "application/octet-stream"

Quando un documento viene inviato al client, questo viene automaticamente aperto se il formato viene riconosciuto e associato ad un programma installato localmente.
Per evitare l’apertura automatica del documento, lasciando all’utente finale la scelta se aprire o salvare il file, occorre impostare anche il parametro Content-Disposition dell’header della risposta HTTP con il valore attachment, specificando inoltre il nome del file completo di estensione.

Response.AppendHeader("Content-Disposition", "attachment; filename=" & fileName)

Articolo tratto dal sito aspitalia.com

Nov 27

I risultati del sondaggio sono stati raccolti da Rand Fishkin e resi pubblici sul sito www.seomoz.org.

Vediamo di cogliere i punti fondamentali di questa interessante analsi, sulle supposizioni ed esperienze in merito di posizionamento nel motore di ricerca più popolare al mondo: Google.

I partecipanti al sondaggio, sono stati invitati ad attribuire un punteggio (da 0 a 5) ad ogni fattore preso in analisi: ecco il responso in ordine decrescente d’importanza (va ad ogni modo sottolineato il fatto che si tratta d’ipotesi prettamente soggettive, infatti si reputa che Google consideri più di 200 fattori per il calcolo del ranking dei siti nei propri risultati delle ricerche – dette SERP).

CARATTERISTICHE POSITIVE AL POSIZIONAMENTO

a) Posizione della parola chiave

 

  • 4.9 – Parola chiave nel titolo della pagina
    Inserire la keywords nel tag title della pagina risulta fondamentale ed acquista maggior rilevanza se resta invariato nel tempo
  • 3.7 – Utilizzare la parola chiave nel corpo del documento
  • 3.4 – Relazione fra i il contenuto della pagina e le parole chiave
    In effetti, è impensabile di promuovere una parola chiave che centra poco o nulla con il contenuto ed il contesto della pagina.
  • 3.4 – Parola chiave nel tag H1
    Inserire la keyword nell’intestazione della pagina sembra aiutare il posizionamento.
  • 3.0 – Parola chiave nel nome di dominio
    A mio avviso, la valutazione è corretta, ma non per una proprietà migliorativa diretta di questo attributo, al contrario i benefici sono indiretti e legati alle anchor text dei backlink (se ne parla nei punti successivi)
  • 2.8 – Parola chiave nel nome della pagina
    Ad esempio www.miosito.com/parola-chiave.html, anche questo può portare ad un miglioramento del ranking
  • 2.8 – Parola chiave nel tag H2,H3,Hx
    Avere le proprie keywords fra questi tag di intestazione migliora la tematizzazione della pagina e di conseguenza la posizione nelle SERP
  • 2.5 – Parola chiave nel tag alt delle immagini
    Oltre ad essere un buon aiuto SEO è anche utilissimo per gli utenti del sito ed è sinonimo di usabilità
  • 2.4 – Parola chiave nel tag Bold e/o Strong
    Evidenziare le keyword con i relativi tag per i grassetti (”B” e “STRONG”)
  • 2.1 – Parola chiave nel metatag description
    Utilizzare la keyword nell’apposito metatag sembra non incidere sul posizionamento ma risultata di fondamentale importanza per aumentare la percentuale di click sul link del sito (aumento CTR%)
  • 1.2 – Parola chiave nel metatag keywords
    Questo tag, è ormai obsoleto e non più preso in considerazione dalla maggior parte dei motori di ricerca
  • b) Caratteristiche della pagina

  • 4.1 – Organizzare la struttura dei link in modo tale che la pagina principale riceva molti link interni
  • 3.5 – Qualità degli outbound links
    Calcolata in funzione della popolarità e del settore d’appartenenza della pagina, si basa sul principio del: se parli di un argomento nel dettaglio, nomini anche le fonti più attendibili per gli approfondimenti. Di conseguenza il documento acquista d’importanza e quindi migliori posizionamenti.
  • 3.4 – Età del documento
  • 3.2 – Quantità di testo indicizzabile dallo spider
    Cioè quanto testo è “pulito” e facilmente recuperabile dallo spider. Un esempio contrario possono essere i siti realizzati con tecnologia Flash
  • 3.0 – Qualità dei contenuti in misura algoritmica
    Ci si riferisce al valore semantico del documento, ciò significa che il testo deve avere un filo logico di redazione ed esprimere un significato
  • 2.8 – Organizzazione dei contenuti (secondo schemi prestabiliti, tipo “stile giornalistico”)
  • 2.4 – Frequenza di aggiornamento delle pagine
  • 1.9 – Numero di slashes presenti nella URL (per definire le varie sezioni della pagina)
  • 1.8 – Correttezza grammaticale e nel lessico
  • 1.4 – Validazione del codice HTML (W3C Standard)
  • c) Caratteristiche del dominio

  • 4.5 – Livello globale di popolarità del sito
    Calcolata in funzione della linkpopularity generale
  • 4.0 – Anzianità del sito internet
  • 3.9 – Contestualità dei backlink
    Ricevere link da siti che trattano gli stessi temi o affini a quello del sito
  • 3.9 – Backlink da comunità a tema
  • 3.5 – Livello di crescita nel tempo dei backlink
  • 3.2 – Attinenza del contenuto intero del sito con la ricerca effettuata
  • 2.7 – Performace del sito: CTR, visite dirette, visite da preferiti, etc.
    Difatti si presume che Google riesca a tener traccia di queste importantissime informazioni e che le utilizzi per determinare il ranking
  • 2.6 – Attribuzione manuale di autorità al sito da parte di tecnici Google
  • 2.5 – Estensione del sito (.it, .com, .org, etc.)
  • 2.5 – Livello di crescita nel tempo delle pagine del sito
  • 2.0 – Numero di ricerche dirette per brand e/o nome sito
  • 1.4 – Verifica del dominio con lo strumento webmastertool di Google
  • d) 4. Caratteristiche dei backlink in entrata

  • 4.4 – Parola chiave nell’anchor text del link
    Questo significa di ricevere link al sito con la parola chiave come testo linkato.
  • 3.6 – Quantità dei backlink
    Numero totale dei link in entrata al sito.
  • 3.5 – Qualità dei backlink
    Ricevuti da siti attinenti ed a tema con gli argomenti del sito.
  • 3.5 – Quantità dei backlink da comunity a tema
  • 3.1 – Anzianità dei link
  • 3.1 – Testo attorno ai backlink
    Difatti Google per attribuire il valore di un backlink riesce ad analizzare anche le parole che contornano il link in modo da capire se si tratta di un link a tema oppure un collegamento sporadico.
  • 2.9 – Quantità dei backlink semplici (solo nome dominio come anchor text)
  • 2.5 – Estensione dei siti linkanti (.it, .com, etc.)
  • 2.5 – Pagerank delle pagine linkanti (misurato con la toolbar di Google)
  • 2.5 – Livello di volatilità di ricezione ed eliminazione dei backlink
  • CARATTERISTICHE NEGATIVE PER IL POSIZIONAMENTO

  • 3.8 – Tempo di down del server dove risiede il sito
  • 3.6 – Contenuti similari o duplicati ad altri già presenti negli indici
  • 3.5 – Link in uscita di bassa qualità e/o a siti SPAM
  • 3.3 – Titoli di pagina e metatag duplicati per molte pagine del sito
  • 3.3 – Partecipazione a linkfarm e/o attività di vendita links
  • 3.3 – Utilizzo di tecniche Spamming (Stuffing, testo nascosto, etc.)
  • 2.8 – Tempi lenti di risposta del server
  • 2.2 – Link in entrata da siti SPAM (Spam Engine, domini banati, etc.)
  • 2.1 – Basso livello di visitatori sul sito (misurati tramite la toolbar, clicks sulle serp, etc.)
  • Questo il risultato del questionario a 37 esperti SEO Americani, con l’aggiunta di qualche riflessione personale.

    La presente lista, è un ottimo punto di partenza da tenere in evidenza ogni qualvolta si debba intervenire sull’ottimizzazione e la promozione di siti internet nei motori di ricerca (in modo particolare su Google).

    In ogni caso, vista la segretezza di molti parametri e fattori presi in considerazione per il calcolo del ranking, il modo migliore è sperimentare, migliorarsi in base ai risultati ed esperienze conseguite.

    A cura di Michele De Capitani
    Prima Posizione Srl

    Fonte Prima Pubblicazione: Articoli SEO e Web Marketing

    Articolo tratto dal blog Articoli e news dal mondo SEO e Web Marketing a cura di Michele De Capitani (Prima Posizione Srl)

    Nov 27

    E’ possibile provare a recuperare la password di amministratore locale su un’installazione di Windows XP (e probabilmente anche su Windows Server 2003),  seguendo queste istruzioni che sfruttano un “buco” di sicurezza del setup di Windows XP.

    1. Avviare il sistema utilizzando il cd di Windows XP / 2003 e seguire le istruzioni a video

    2. Quando verrà richiesto di riparare l’installazione esistente di Windows, premere “R”.

    3. Il setup inizierà il ripristino dell’installazione, che si concluderà con un primo riavvio. Al riavvio, proseguire l’installazione (senza avviare nuovamente da CD)

    4. A questo punto il setup procederà con le operazioni di ripristino mostrando una progress bar in basso a sinistra. Osservare attentamente i dettagli e quando apparirà il messaggio “Installazione dispositivi”, premere Shift + F10 dalla tastiera.

    5. Verrà aperto il Prompt dei Comandi. Digitare nusrmgr.cpl e premere Invio. Apparirà la finestra di dialogo “Account utente”, la stessa che è possibile aprire dal Pannello di Controllo

    6. A questo punto, è possibile modificare gli account o ripristinare la password senza alcun problema.

    Questo metodo per ripristinare la password locale di Windows, assieme ad altri metodi, li trovate sul blog Tweaking with Vishal